Un approccio semplice e sostenibile per fare chiarezza, scegliere una direzione e trasformare le intenzioni in passi concreti.

Dai buoni propositi agli obiettivi concreti: come fissare obiettivi reali per il nuovo anno?

Un approccio semplice e sostenibile per fare chiarezza, scegliere una direzione e trasformare le intenzioni in passi concreti.

Al termine dell’anno, e soprattutto all’inizio di uno nuovo, i buoni propositi sono onnipresenti. Ma spesso restano vaghi, essendo desideri pieni di speranza, facili da rimandare e difficili da concretizzare nella vita reale.

Definire obiettivi concreti è diverso. Ti dà energia, aumenta la chiarezza, rafforza la consapevolezza, e ti riporta ai tuoi perché. Così l’obiettivo non resta solo un’idea, ma diventa una destinazione che puoi davvero perseguire e raggiungere.

E voglio dirlo chiaramente: negli ultimi tempi ho comunicato meno, perché mi sono concessa una pausa vera. Fare un passo indietro non è debolezza: è coraggio. Significa scegliere la chiarezza, invece del rumore, per tornare con più lucidità e più focus. Questo articolo nasce da quella pausa – ed è un invito a ricominciare in modo sostenibile.

1. Prima la libertà mentale: il punto di partenza per obiettivi concreti

Molte persone iniziano a fissare obiettivi partendo dai limiti, come il tempo, il denaro, i contatti, l’esperienza o i pensieri limitanti come “non sono quel tipo di persona”.

Il risultato è immediato: appena questi limiti entrano in gioco, lo spazio delle possibilità si restringe.

Un punto di partenza più efficace è l’opposto: prima, la libertà mentale.

Prova per un momento a liberarti da ogni limite, che sia di tempo, denaro, conoscenze, relazioni, credenziali o esperienze passate. Lascia vagare la mente. Permettile di esplorare ciò che desideri davvero – non ciò che oggi ti sembra “ragionevole”.

Quando riesci a definire qualcosa con precisione, e lo metti nero su bianco, accade già qualcosa di importante: dai una direzione alla tua mente. E la direzione cambia tutto.

2. Scrivere gli obiettivi aumenta chiarezza, energia e impegno

Scrivere un obiettivo significativo provoca tre cambiamenti immediati:

– la percezione di sé si espande;

– dare un nome a ciò che si desidera manda un segnale importante: “è permesso desiderarlo”. Questo può aumentare fiducia e stima, perché stai prendendo sul serio le tue aspirazioni.

L’energia aumenta!

Un obiettivo ben definito crea slancio mentale e spesso anche fisico. La concentrazione si rafforza, la curiosità si risveglia, ti senti più presente.

L’impegno diventa reale!

Un obiettivo che esiste solo nella testa resta opinabile. Un obiettivo scritto diventa qualcosa a cui puoi tornare, che puoi misurare, migliorare e mettere in azione. Scrivere crea un patto interiore, e questo è ciò che conta.

La domanda non è: se l’obiettivo sia “realistico”.

La domanda è: quanto lo desideri davvero, e cosa sei pront* a investire nel tempo?

Spesso, non è l’obiettivo a essere irrealistico: è la tempistica.

3. Come trovare obiettivi che ti danno energia

Per fissare obiettivi che ti sostengono, può essere utile andare oltre il pensiero quotidiano, senza però trasformare il processo in una performance troppo rigida o estenuante

Alcune domande guida:

Se avessi piena libertà, per un po’…

A cosa dedicheresti più tempo?

Cosa smetteresti di tollerare?

Cosa semplificheresti?

Quali sono le tue priorità che non sono negoziabili (riposo, movimento, relazioni, creatività, natura, silenzio, svago)

Quale lavoro ritieni sia significativo e coerente con i tuoi valori?

Immagina per un momento di poter definire il tuo stile di vita ideale…

Come sarebbero le tue giornate?

Quale ritmo ti aiuterebbe a stare bene?

Che tipo di ambiente favorirebbe il tuo benessere (casa, persone, priorità, spazi, tempi)?

Se il tempo all’improvviso diventasse ancora più prezioso…

Non voglio spaventarti né farti sentire sotto pressione, ma per vedere le cose chiaramente, immagina di avere solo sei mesi di vita.

Chi vorresti avere vicino?

Quali conversazioni vorresti davvero avere?

Cosa vorresti completare, esprimere, risolvere o iniziare?

Cosa vorresti lasciare dietro di te (nelle persone, nei progetti, nel senso)?

Ripeto, questa domanda non intende suscitare allarmismi. È una lente di priorità.

Se le tue preoccupazioni si risolvessero nel modo migliore possibile…

Elenca preoccupazioni e problemi. Poi, scrivi per ciascuno “la soluzione ideale” come obiettivo: non il compromesso, l’ideale. Potrai perfezionarlo in seguito: prima, lascia emergere ciò che desideri davvero.

Da qui spesso emergono obiettivi in aree come:

risorse e stabilità finanziaria;

relazioni e vita familiare;

crescita personale e sviluppo individuale;

vita interiore, valori, senso

salute, vitalità, benessere fisico;

contributo, comunità, impatto

Queste categorie sono strumenti che ti aiutano a fare chiarezza, non sono regole rigide.

4. Dare priorità: da molti obiettivi a un obiettivo guida

Una volta terminato l’elenco, è giunto il momento di affrontare la parte decisiva, ovvero stabilire le priorità.

Fatti queste domande:

Quali obiettivi contano di più adesso?
• Quali possono aspettare?
• Quali obiettivi sostengono gli altri?

Poi, scegli l’obiettivo guida: quello che, se lo porti avanti, tende a trascinare con sé molti altri obiettivi.

Questo diventa il tuo punto di riferimento, non per limitare la tua vita, ma per non sprecare energie.

Focus non è rigidità. È determinazione.

5. Rendere gli obiettivi misurabili e realizzabili: chiarezza, tappe e prossimo passo

Un obiettivo diventa realizzabile quando diventa specifico.

Tools utili:

Chiarezza: cosa vuoi esattamente?

Misurabilità: cosa ti dirà che stai avanzando?

Tempistica: una scadenza aiuta il focus. Se è a lungo termine, crea tappe ogni 30–60 giorni max.

Prossimo passo: qual è una piccola cosa da fare entro la prossima settimana?

Attenzion: Non è per metterti sotto pressione, è una roadmap mentale.

6. Le ricompense migliorano il benessere e rendono il progresso sostenibile.

La motivazione cresce quando il progresso è significativo e piacevole. Una struttura di ricompense può essere du aiuto, in particolar modo se la ricompensa incrementa il benessere anziché aggiungere un elemento superfluo.

Alcuni esempi:

un lungo weekend offline, con riposo e relax veri;

una giornata nella natura o un mini-ritiro per rigenerare il sistema nervoso;

qualcosa che sostiene la vitalità (massaggio, sauna);

una “ricompensa di tempo”: creatività, lettura, musica, cucina, silenzio.

un’esperienza condivisa con le persone che ami;

una ricompensa di crescita: un workshop, una sessione di coaching, un libro che ti ispira.

Il punto non è “convincerti con un premio”. È insegnare a mente e corpo che lo sforzo porta crescita e benessere, non esaurimento.

7. La verità dietro gli obiettivi: risultati e crescita personale

Per ottenere qualcosa, è necessario diventare una persona in grado di sostenerlo. Non in senso morale, ma in senso pratico. Identità, abitudini, competenze, fiducia, capacità emotiva, resilienza, scelte relazionali.

Non in senso morale, ma in senso pratico. Identità, abitudini, competenze, fiducia, capacità emotiva, resilienza, scelte relazionali.

Se fatto bene, il fissare obiettivi non riguarda solo i risultati. Riguarda il divenire.

Il processo di trasformazione ha inizio nel momento in cui smetti di “discutere” con il tuo potenziale e incominci a riconoscerlo appieno.

Un’ultima domanda per farti riflettere:
Se non ci fossero limiti (tempo, denaro, conoscenze…), quale sarebbe il tuo obiettivo principale per aumentare davvero il tuo benessere e portare nella tua vita ciò che per te conta davvero?

Se queste domande ti risuonano, sappi che ci sto lavorando anch’io in questo periodo, con molta attenzione.

Sto completando The Ultimate Guide to Personal Development and Lifelong Learning insieme al suo workbook, un compagno pratico con attività e domande di orientamento. L’idea è darti qualcosa che puoi usare in modo autonomo, secondo i tuoi tempi, per fare chiarezza e trasformare le intenzioni in passi concreti.

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23/12/2025News